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venerdì 19 dicembre 2008

Better off Today - atto secondo


sempre dalla stessa sera... ^^'
invito formalmente il dott. Morillo e il dj Tuz a svuotare gli archivi segreti...

giovedì 18 dicembre 2008

Better off Today


^^
direttamente dagli archivi segreti del dott. Morillo e dal servizio pubblicazioni Dj Tuz..
ma quanti anni sono passati?!?!?!

mercoledì 27 febbraio 2008

spagna 2002

guardate cosa mi è stato rigirato qlc giorno fa.. un classico d'antologia... sei gualtierini on the road in Spain.... col camper nel campeggio di Gava(sa), Barça...
cazzo!....

sabato 2 febbraio 2008

Tamarri.. anni '90

Denominazioni e generalità del tamarro
Il tamarro è un'entità inferiore, creata dal Signore a immagine e somiglianza di un qualsiasi bullo di periferia di una città qualunque. Il termine "tamarro" non è universalmente riconosciuto, e il personaggio in questione assume denominazioni diverse a seconda del luogo nel quale risiede; come le antiche divinità, adorate con nomi differenti ad Atene e a Roma, il tamarro assume varie denominazioni a seconda della zona d'Italia nella quale viene avvistato: abbiamo così tribù di "gaurri", "zarri", "cuozzi", "cataruozzoli", e così via. La definizione scientifica ufficiale è comunque quella di "homo demens". Il tamarro non ha particolari limiti geografici, potete trovarlo praticamente ovunque, tranne che nei luoghi ove aleggi un sentore anche minimo di cultura (biblioteche, musei, librerie, ecc.), una sorta di criptonite per lo sconsiderato essere in esame.

Sono queste zone pericolose per il tamarro, che non può rimanervi per un tempo superiore a una frazione di nanosecondo, pena la distruzione (fisica, non cerebrale, dato che questa è avvenuta praticamente quando il tamarro era ancora in uno stato embrionale). Il tamarro classico, quello D.O.T. (Denominazione di Origine Tamarra) per intenderci, veste con il classico piumino senza maniche oppure giubbotti fluorescenti a tal punto che spesso vengono scambiati per addetti dell'ANAS, jeans stritola-palle, scarponcini o scarpe da ginnastica talmente strane da far invidia ad un'astronauta, hanno capelli ingellati all'inverosimile o con il classico taglio "carrè" dei tamarri old-style, di solito portano gli occhiali da sole in qualsiasi periodo della giornata (ecco perchè molti di loro girano in macchina con i fendinebbia accesi sia di giorno che di notte). I più bei rappresentanti di questa specie sono ovviamente lampadati (che fa molto "cisti") e hanno un colorito che va dal marroncino diarrea al marrone scuro modello carbonizzato. Completano il tutto il classico maglioncino modello "Bello di papà" con camicia bianca con colletto rialzato da vero John Travolta.

Che dire della musica che sono abituati ad ascoltare? Qui si va sul pesante; pesante nel senso della loro musica preferita, vale a dire la techno, la disco, hardcore da discoteca (termine spudoratamente rubato al glorioso hardcore punk che deve la sua nascita ai celebri Agnostic Front, e non credo che all'epoca esistesse già l'hc da discoteca!) quindi ci limiteremo a chiamarla con il classico nome di "tunz-tunz" che riassume perfettamente le ritmiche della loro musica (se la si può definire musica) preferita.

Il tamarro e i mezzi di spostamento
Il tamarro si sposta in gruppo, dato che da solo non riesce a esercitare quella funzione intimidatoria che è lo scopo stesso della sua esistenza. Per farlo, può usare mezzi a due e a quattro ruote, nonché ingegnosi sistemi di palafitte semoventi usualmente chiamati "anfibi con zeppa di spropositate dimensioni". Il mezzo a quattro ruote citato è in genere una Fiat Uno o Punto Turbo I.E. (solitamente gialla-limone-marcio), oppure una Mini cabriolet. In caso di crisi finanziarie particolarmente gravi, ogni macchina può andar bene per il tamarro, che rimedia con appositi e improvvisati Kit di personalizzazione. Perché 'K' maiuscola? Beh, ricordate quel telefilm di tanti anni fa, intitolato appunto "Kit", che era anche il nome della macchina di Michael Night? Ricordate quella striscia di led luminosi lampeggianti sul cofano della macchina, che produceva anche un suono strano? Ecco, il "Kit" è disponibile in vari modelli, con e senza suono e con i led programmabili (naturalmente è tutto preprogrammato, altrimenti il tutto sarebbe inutilizzabile dal tamarro). I meno danarosi rimpiazzano questo insostituibile strumento con tubi semitrasparenti che racchiudono serie di lampadine luminose intermittenti, il cui scopo originario era quello di fungere quali decorazioni natalizie. Abbiamo poi i kit (con la 'k' minuscola) composti da minigonne, molle per assetti ribassati, marmitte che decuplicano il rumore prodotto dai motori rigorosamente elaborati e sforacchiati, inutili e per nulla belli compact disc da appendere allo specchietto, dadi di peluche, scritte adesive cromate, tribal e altro ancora. Spostiamoci adesso sulle due ruote: per le marmitte vale lo stesso discorso delle auto, anche se cambia il grado di elaborazione di motore, frizione e altro. Il risultato è avere un ex-cinquantino trasformato in una 250cc con velocità massima di 160km/h e accelerazione da 0 a 100 in 4,9s. Alle già alte prestazioni conseguite viene aggiunta una quota variabile, definita dalla "funzione di Banf": si narra così di vespini che avrebbero raggiunto i 210 all'ora (rilevazione effettuata con l'ausilio di una 127, guidata da un compagno tamarro quanto basta, che seguiva il motorino).

Ugualmente si narra di vespe "tagliate", ovvero rese più efficienti dal punto di vista aerodinamico tramite interventi di carrozzeria tesi a minimizzare la superficie frontale del mezzo stesso, capaci di accelerazioni incredibili nello spazio di 200 metri (tipo i dragster americani). Ultima risorsa del tamarro che non possiede il classico motorino, i piedi, strumenti preziosi, vengo rinchiusi in orribili stivali dotati di generosi rialzi (zeppe di materiali plastici per la cui misurazione si usano cordelle metriche e radiogoniometri di derivazione aerospaziale), atti a distanziare il più possibile i delicati arti dalla dura terra. In genere di colore nero, sconfinano spesso nella scala dei grigi catarifrangenti e nell'arancione carico, riflettente anch'esso, talvolta accompagnato dal blu metallizzato.

Il tamarro e la salute
Parlando di motorini, colgo l'occasione per disquisire su un fenomeno molto strano, legato comunque alle capacità cerebrali di un qualsiasi tamarro. Provate a osservare uno di questi soggetti quando è alla guida di un motorino: il suo volto è inespressivo, immobile, immutabile; la sua espressione muta solo quando si tratta di denigrare nella maniera più volgare possibile chiunque intralci la sua circolazione. Ebbene, perché il tamarro non può azionare i muscoli facciali durante la guida? Il cervello di un tamarro è in grado elaborare una sola istruzione alla volta (con risultati peraltro scadenti); solitamente quindi, in conseguenza dell'attaccamento barbaro e ingiustificato del tamarro alla vita, tale misera capacità di elaborazione viene dedicata esclusivamente al perseguimento delle funzioni vitali (respirazione e battito cardiaco). Il tamarro sul motorino, oltre a dover respirare e palpitare, deve anche prestare attenzione alla strada e alle macchine che procedono in qualsiasi senso (spesso contrario, data la predisposizione del tamarro a procedere nel senso sbagliato; d'altronde, la vita del tamarro non ha senso...), nonché alle cozze impanate (ragazze tamarre) eventualmente presenti a bordo strada. In risultato di ciò, sul suo volto rimane congelata l'espressione che il tamarro aveva prima di montare in sella.

Per amplificare l'intelletto il tamarro fa uso di sostanze allucinogene varie e di semplici sigarette, sempre scroccate. Le sostanze allucinogene in questione spaziano dall'hashish all'oppio, passando per giusquiamo, radicchio, e foglie di cicorie; in pratica il tamarro fuma qualsiasi materia di provenienza anche lontanamente vegetale e soggetta alla combustione. Il motivo per cui fumare aumenta le (scarse) capacità intellettive del tamarro sembra risalire al fatto che il fumo sia un conduttore elettrico migliore delle cellule neuronali del soggetto, rendendo così possibili sinapsi altrimenti irrealizzabili.
Il tamarro si guarda bene dall'esporre le sue delicate pupille alla feroce irradiazione solare (anche quando questa non è presente, tipo alle due di notte): se ne prende cura proteggendole con l'ausilio di voluminosi occhiali da sole a specchio, in grado di coprire da soli oltre la metà della superficie facciale. Di tonalità azzurrate, arancioni o semplicemente nere, queste propaggini ottiche conferiscono al tamarro il suo aspetto inconfondibile.

Il tamarro e la comunicazione
Incredibile a dirsi, testimonianze accreditate sembrano indicare che il tamarro abbia la "facoltà" (parola grossa) di parlare; o meglio, più realisticamente, di bofonchiare, muggire o generare rumori di difficile catalogazione. Quando, in circostanze eccezionali, riesce ad articolare un intera frase, la stessa è priva di senso compiuto, e viene compresa solo dai suoi simili. Capita, molto sporadicamente (l'ultima volta è stata nel 1996), che il tamarro cerchi di comunicare con un essere umano: con molto sforzo riuscirà a mettere insieme qualche frase, scorretta nella sintassi, nelle grammatica e nei concetti. Proporrò adesso alcune frasi estratte da una conversazione tra gruppi di tamarri, a proposito di una rissa (gli altri argomenti trattati dai tamarri sono le bufale sessuali, l'elaborazione dei mezzi meccanici in generale e gli impianti stereo).

Il tamarro e la rissa
"Ahò, c'hai 'na cartina?" "No, c'ho un cartone!" (sguaiate risate in sottofondo degli amici tamarri) "Bello, forse non hai capito con chi stai parlando... Non sei neanche l'immondizia che ho sotto le scarpe... Compare, stai attento, altrimenti potresti trovarti in un matrimonio di schiaffi senza sapere neanche chi ti ha invitato... Devi venire tu e altri cento come te... Per uno come te basto solo io...". Poi si passa alle offese verbali nei confronti dei rispettivi familiari, rivolte in genere ai componenti di sesso femminile. La rissa inizia, le due fazioni (una composta da quindici tamarri, l'altra da tre) emettono urla oscene e grida d'incitamento vichinghe, sollevando l'attenzione degli astanti, che si affrettano a dividere i gruppi. Il tutto si risolve in un nulla di fatto, nessuno (purtroppo) riporta conseguenze fisiche rilevanti.
La fazione sconfitta si congeda gridando: "Adesso vado a chiamare..."; segue una lista di fantomatici paladini-protettori (figure retoriche la cui esistenza è veritiera come quella dell'Incredibile Hulk) che rispondono ai nomi più terrorizzanti che il tamarro riesce a ricordare (vengono ideati, nella maggior parte dei casi, da menti ben più allenate): abbiamo così Tore 'a Carogna (Salvatore la Carogna), Pasquale Armageddon, Michele the Crow, Nicolapocalyps, Peppe the Crusher, Demolition Carmine, Marcuccio 'o Punitore, Geppino the Left Arm of Satan, e così via.

Il tamarro e la riproduzione
Anche i tamarri si riproducono, purtroppo. Già in precedenza ho parlato di motorini e cozze impanate: dalla fusione dei due elementi nasce il "tacchinaggio", uno degli obiettivi primari del tamarro. Osserviamo la scena: due tamarri, a bordo dell'immancabile motorino (elemento presente in qualsiasi momento della giornata di un tamarro) avvistano la preda, due esseri di natura umanoide sulla cui carta d'identità, dopo la dicitura "Sesso: F" compare un punto-di-domanda scritto a penna. Sono creature splendide (agli occhi dei tamarri), nei loro pantaloni arancio strabordanti cellulite, avvolte in raffinati giubbotti neri e lucidi incredibilmente simili a sacchetti della spazzatura. Le due ragazze dapprima fingono di scacciare i pretendenti, gridando loro frasi sconce e sacrileghe per una bocca femminile; al che i due tamarri contrattaccano, rincarando la dose e abbattendo a poco a poco le (risibili) resistenze femminili. Giunti in una zona isolata di periferia, l'irreparabile si compie. L'accoppiamento dura in media tra i 5 e i 15 secondi. A danno compiuto i due tamarri si dividono. Nei casi sfortunati, uno o due nuovi piccoli tamarri affolleranno la Terra entro breve (i tamarri nascono alcuni mesi prima dei canonici nove, ossia prima del completo sviluppo dell'apparato cerebrale).

Conclusioni sul tamarro
In effetti difficilmente i tamarri presentano contemporaneamente tutte le caratteristiche elencate del tamarro DOC; nei casi in cui ciò avviene, ci troviamo di fronte al campione dei tamarri, il cosiddetto "tamarrone", un essere squallido e abietto, scevro da qualsiasi traccia di senso civico, evitato dagli esseri umani e osannato dai suoi simili, che vedono in lui un modello e un obiettivo da raggiungere a tutti i costi. Tamarri si nasce, ma lo si può anche diventare; è necessaria, comunque, una predisposizione, senza la quale si è assolutamente immuni dal contagio. Può capitare talvolta che il tamarro riesca a civilizzarsi, uscendo dalla condizione tamarra e facendo capolino in quella umana; tali eventi sono comunque quantomai rari, e quando si verificano di solito i telegiornali ne parlano per giorni. Attualmente nessuno sa ancora come disfarsi di questi odiosi parassiti, ma i più grandi scienziati e laboriatori di ricerca del mondo sono da tempo al lavoro per tentare di scoprire la chiave del processo di inversione (senza risultati apprezzabili, almeno per il momento). Per ora l'unico rimedio efficace contro questo genere di individui è il loro abbattimento fisico; una proposta di legge è al vaglio del Parlamento per la legalizzazione di tale pratica (che potrebbe essere effettuata in via preventiva dalle ASL).

lunedì 28 gennaio 2008

..e so 50 anni

Lego, cinquant'anni di incastri perfetti Il mattoncino colorato sarà festeggiato con mostre, eventi speciali e prodotti esclusivi fino a Natale Cinquant’anni e non sentirli.
Il mattoncino colorato, che ha accompagnato e accompagna i giochi di milioni di bambini, lunedì compie mezzo secolo e si prepara a essere festeggiato in pompa magna in tutto il mondo fino a Natale con mostre, eventi speciali e prodotti esclusivi. Eletto «gioco del secolo» dalle associazioni dei commercianti, il vecchio Lego, nonostante gli acciacchi, non teme la concorrenza dei nuovi giochi elettronici, che a confronto sono dei poppanti. Anche perché negli anni si è riciclato più volte, sottoponendosi a lifting e seguendo mode e filoni cinematografici (da «Guerre Stellari» a «Harry Potter»). In Italia, la prima esposizione dedicata alle costruzioni è allestita al museo del giocattolo di Zagarolo (www.museogiocattolo.it), dove si potranno ammirare oltre 30 realizzazioni in Lego dalla struttura monumentale: dai prototipi delle auto di Formula 1, alla riproduzione in scala del campanile della cattedrale di Lecco. IL MATTONCINO - La storia delle costruzioni è un po’ la nostra storia, perché mattoni, treni, binari e personaggi Lego sono sempre stati al passo con i tempi. Nel 1932 Ole Kirk Christansen, un falegname di Billund, per affrontare la Grande Depressione del 1929, converte la sua fabbrica di mobili in una piccola azienda di giocattoli in legno, che chiama Lego, dalla combinazione di due parole danesi «LEg GOdt», «giocare bene». Verso la fine degli anni '40, Christiansen passa dal legno alla plastica e inizia la produzione industriale dei primi mattoncini, che vengono perfezionati fino ad acquistare, il 28 gennaio del 1958, la forma attuale. Il mattone dei bambini rimane così negli anni, alla base di qualsiasi costruzione, anche se il sistema Lego subisce mille variazioni. Oggi, il marchio danese si è adattato all’evoluzione tecnologica dei giochi e produce motori, ingranaggi, luci e artoparlanti da combinare insieme ai classici pezzi di plastica. La linea Lego Studios contiene una webcam, per registrare video su computer, bacchette di plastica trasparente per muovere i personaggi, e un ometto somigliante al regista Steven Spielberg. Alcune componenti possono addirittura essere programmate con il computer ed eseguire procedure complesse, come creare modelli in 3D.MATERIALE - Primo strumento di apprendimento e creatività, le costruzioni Lego sono inimitabili. La materia prima utilizzata è l’ABS, una plastica resistente formata da granelli che vengono scaldati fino a 232° e resi quasi liquidi per essere passati allo stampo. Ogni stampo ha una tolleranza di un millesimo di millimetro e per questo motivo mattoncini di ogni dimensione e colore (i vari modelli ed elementi sono oltre 2.400) s’incastrano sempre perfettamente.CURIOSITA' - In occasione dei suoi dieci lustri, il mattoncino fa un primo bilancio di vita, che è ancora positivo, nonostante una crisi dell’azienda nel 2003 (la società dichiara un deficit di 188 milioni di dollari, che si allarga nel 2004, dopo due diverse presidenze). Oggi si sfornano 19 miliardi di costruzioni all’anno. Ogni abitante della Terra possiede in media 62 mattoncini e la Lego è considerata la più grande azienda produttrice di pneumatici al mondo, con i suoi 306 milioni di ruote all’anno. Altre curiosità? I personaggi Lego che popolano la Terra sono 4 miliardi. Con 6 mattoncini 2x4 si possono ottenere 915 milioni di combinazioni, mentre unendo uno sull’altro 40 miliardi di mattoncini, si potrebbe raggiungere la Luna. Più fantasia di così, si muore.
http://www.corriere.it/cronache/08_g...ba99c667.shtml


eddai chi non c'ha giocato? chi non s'è commosso?

venerdì 14 dicembre 2007

ma ieri era Santa Lucia!!!


infatti dalla settimana prox cominceranno a girare i consueti cioccolatini di S.Lucia..
bisogna infatti ricordare che la bassa (e il Livello..) è sotto la sua giurisdizione.. quel maledetto porco lappone di babbo natale sarà meglio che si tenga alla larga.. pena essere violentemente sprangato e sodomizzato.... ^^'

venerdì 23 novembre 2007

momenti epici

ricordiamo un momento di vero godimento.... mai espulsione fu più gustosa....


per le altre espulsioni...andiamo male, malissimo.... dopo tutto il casino che c'era, si parlava di almeno 20000 espulsioni, finora ne han buttati fuori circa 200... che merda!

giovedì 8 novembre 2007

mannaggia..


pare sia impossibile ormai organizzare un risiko decente al Livello..... vabbè ci rifaremo col Warhammer...

mercoledì 13 giugno 2007

qualche lustro fa....

altra foto d'archivio della gioventù calcistica...
presenti come mister il celebre Elio e come assistente Gandellini (l'attuale segretario comunale..)
non sto a scrivere i nomi di tutti i presenti che tanto li conosciamo tutti...

giovedì 17 maggio 2007

U.S. AQUILE UBER ALLES


1994/1995!!!!!!!!!! CAZZO!!!!
cmq c'è una bella sfilza di '83...
dalla fila in alto a destra: il Boss, Nico, Breme, io, Alex, Marco Balbi e Stefano.
seduti davanti: Marco, Alberto, Dani, Manuel, il Villo, il Ciccio e Iembo detto Jembe.
solo non mi ricordo proprio chi cazzo è l'adulto che funge da "mister"... mah!?