
domenica 17 maggio 2009
sabato 9 maggio 2009
liberal con l'acqua alla gola..
ne sanno qlc i progressisti nostrani..
con il respingimento alla frontiera dei 200 magreba di qst settimana l'Italia ha compiuto un atto storico.
Non era mai accaduto nell'Europa ammorbata dal cancro del politically correct che un paese si avvelesse del suo diritto alla sovranità e non obbedisse agli ordine delle elitè.
infatti si è scatenato un vespaio..
FINI
VATICANO
PD
UNIONE EUROPEA
ONU
vespaio mediatico, s'intende..
nessun italiano normale si è scandalizzato.. anzi, quasi tutti si auspicano un rapido respingimento alle frontiere ed altrettanto rapide espulsioni..
il fatto che ora, nonostante le resistenze, qlc si muova per adempiere la volontà popolare, fa stringere parecchio il culo ai compagni.. per usare un francesismo..
mercoledì 15 aprile 2009
Fini :immigrazione servono correttivi
Il presidente della Camera apre sulla legge firmata con Bossi: «Ma resta valida nell'impianto generale»
[...]
sono d'accordo.
questa è una legge farsa che lascia nelle mani dei giudici la scelta dell'espulsione..
probabilmente Gianfiga intendeva nell'altro senso.. ^^
mercoledì 25 marzo 2009
giustizia sommaria
giovedì 5 marzo 2009
Il parroco del quartiere
e maleducati: peggio degli zingari"
NICCOLÒ ZANCAN
TORINO
La Stampa, 4/3/2009
Don Ottaviano, che cosa succede nel quartiere?
«C’è troppa tensione sociale. Gli incendi di questi giorni hanno esasperato gli animi. È come se avessero dato la stura al malessere dei residenti».
Qual è il problema?
«Viviamo nel quartiere più multietnico di Torino. Tutti gli extracomunitari vengono ad abitare qui. Vent’anni fa celebravo 100 matrimoni all’anno, nel 2008 solo 14: si rende conto?».
La chiesa di Maria Regina della Pace è nel cuore di Barriera di Milano. Il parroco, don Ottaviano Pizzamiglio, origini venete, arriva in ufficio tenendo in mano una busta stropicciata. Dentro ci sono foto di auto bruciate, carcasse quasi irriconoscibili. L’altra notte un rogo ha annerito anche il muro perimetrale della sua chiesa. Ecco perché il fuoco lo riguarda da vicino, come la rabbia che cova sotto le cenere.
Perché la gente di Barriera sta male?
«Con l’islam c'è una diversità culturale incolmabile. Mi dispiace doverlo dire, ma è così».
Che cosa significa?
«Le donne ti guardano da dietro al velo, mettono subito una distanza. I bambini non hanno la minima idea della cura del corpo e del rispetto, non sono educati, non sanno fare neppure pipì. I maghrebini, in generale, mancano di pulizia, igiene, si comportano in maniera poco corretta. In molti casi sono peggio degli zingari».
Questo lei non lo chiama razzismo?
«No, è vita quotidiana, prova sul campo. Non è razzismo. Purtroppo i maghrebini stentano a capire. Non vogliono adattarsi al nostro modo di vivere, il loro menefreghismo crea molta insofferenza».
Gli incendi che cosa c’entrano?
«I roghi delle auto, con relativi danni economici, hanno amplificato il senso di insicurezza del quartiere. E poi c’è un altro problema».
Quale?
«I drogati. Nessuno li vuole: sono maledetti, i veri lebbrosi di oggi. Ma si bucano anche qui, sulla scale della chiesa, davanti alla scuola materna. L’altro giorno non ce l’ho più fatta, ho perso la pazienza: "Andatevene via. Altrimenti verranno a cacciarvi con i bastoni".
Un’allusione alle ronde?
«Mi è scappata».
Vuole dei giustizieri davanti al sagrato?
«No, non li voglio. Ma capisco la gente che scende in strada. Il disagio è reale, acutissimo. Come cristiano e come parroco devo impegnarmi per cercare un sentiero nuovo di integrazione e carità. Ma è davvero difficile».
non c'è che dire un bel programmino per il futuro..
probabilmente per la caritas sarà un n@zzyfassista..
martedì 27 gennaio 2009
giustizia popolare
sono commosso.. quando qlc cerca di farsi valere ha sempre ragione..
peccato per la sbirraglia che ha difeso la feccia straniera..
parafrasando..... "un linciaggio vale più di mille elezioni..."
giovedì 15 gennaio 2009
terra di conquista
Gli agenti di polizia municipale indagati sono dieci e devono rispondere di sequestro di persona, percosse aggravate, calunnia, ingiuria, falso ideologico e materiale, violazione dei doveri d’ufficio
[....]
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/01/15/144464-ragazzo_ghanese_picchiato_insultato.shtml
mi spiace ma massima solidarietà ai vigili.
fuori dal cazzo gli stranieri.
mercoledì 24 dicembre 2008
italian justice
«La Reggiani resisteva.Sconto di pena a Mailat»
I giudici: niente ergastolo anche perché il romeno era ubriaco
ROMA — Romulus Mailat, il romeno che la sera del 30 ottobre 2007 stuprò ed uccise la signora Giovanna Reggiani vicino alla stazione di Tor di Quinto, agì da solo. Ed ha avuto la condanna a 29 anni in primo grado e non l'ergastolo perché «la Corte, pur valutando la scelleratezza e l'odiosità del fatto, commesso in danno di una donna inerme e, da un certo momento in poi esanime, con violenza inaudita, non può non rilevare che omicidio e violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l'ira dell'aggressore, e la fiera resistenza della vittima». Lo sostiene la motivazione della sentenza della Corte d'Assise presieduta da Angelo Gargani. E Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl, esplode: «Provo ribrezzo per questa decisione». Paradossalmente, secondo la Corte, è anche l'incredibile forza d'animo della Reggiani ad aver attenuato le responsabilità dell'assassino: «In assenza degli stessi fattori — si legge — l'episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi ». Mailat, invece, a causa della reazione della vittima «non riesce ad averne ragione a mani nude» e deve usare il bastone. Però il romeno «all'epoca era ventiquattrenne, incensurato, e l'ambiente in cui viveva era degradato. Queste circostanze, assieme al dettato costituzionale secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione, inducono la Corte a risparmiargli l'ergastolo, concedendogli le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate, pur irrogando la pena massima per l'omicidio». Lette le motivazioni, Gasparri, che aveva già criticato l'entità della pena, attacca: «Questi giudici — dice — si devono vergognare. Se non si dà l'ergastolo per una persona del genere, a chi lo si da?». Ma non è solo questo, ad indignare Gasparri: «Di fronte a queste motivazioni, più che di separazione di carriere, bisognerebbe parlare di "abolizione di carriere". Certi magistrati andrebbero cacciati... Spero che il Natale porti un po' di saggezza». Il parlamentare non si ferma qui: «Come legislatore farò tutto il possibile per evitare che si ripetano certe cose, ma come italiano mi vergogno ». I giudici hanno anche ricordato la necessità di non trascurare la Carta nella parte in cui richiama all'esigenza di un recupero del detenuto. Gasparri però non ci sta: «Io credevo nella magistratura. Ma ogni giorno ci sono prove che inducono chi può a rivederne sia il ruolo sia le responsabilità ». Secondo i giudici l'esclusiva responsabilità di Mailat «è pienamente provata. La selvaggia violenza dei colpi sarebbe stata inutile se l'azione fosse stata condotta da più persone». Presenterà appello l'avvocato del romeno, Piero Piccinini: «È una motivazione di una semplicità sconcertante, che lascia interdetti. Sono state fatte forzature logiche che dimostrano che le prove erano insufficienti».
Pronta all'appello anche la procura, contraria alla concessione delle attenuanti generiche. E secondo l'avvocato di parte civile Tommaso Pietrocarlo «è proprio la fiera resistenza della povera signora Reggiani che rende più grave l'episodio ».
Laura Martellini Ernesto Menicucci 24 dicembre 2008 http://www.corriere.it/cronache/08_d...4f02aabc.shtml
complimenti ai giudici.. spero che qlc zingaro di merda faccia alle loro madri lo stesso servizio.
lunedì 22 dicembre 2008
invasion part 2
I 200.000 inglesi che emigrano ogni anno dove diavolo vanno?
Canada, Australia, NZelanda, Stati Uniti e anche Francia, Irlanda, Svizzera un poco, Brasile. E' un fenomeno impressionante, ogni anno entrano decine di migliaia di pakistani e keniani ed escono altrettanti scozzesi e inglesi, ci sono delle Fiere dell'Emigrazione (dall'Inghilterra) in cui società specializzate mostrano le opportunità e aiutano ad emigrare.
Ci sono siti che tengono la cronaca dello smantellamento dell'Inghilterra come la si conosceva anche quando ero studente o anche solo quando ho lavorato brevemente a Londra nel 1990 (e lo smantellamento dell'Europa in genere)
Esempi a caso freschi. Un giudice inglese ha assolto un musulmano fermato per eccesso di velocità perchè questi aveva due mogli e in due città diverse per cui ha dichiarato che andava così forte per incontrarle tutte e due nello stesso giorno. Non scherzo. Un inglese avrebbe perso la patente perchè sono molto duri sulla velocità in Inghilterra, siccome era musulmano e poligamo invece non gli è successo niente perchè non si può rischiare di disturbare le tradizioni e religioni che non siano europee.
Ci sono duemila scuole cattoliche inglesi e sono tra le migliori per cui hanno anche alunni musulmani che si iscrivono. Ora vogliono installare, oltre ad una stanza dedicata alla preghiera tre volte al giorno verso la mecca, anche un lavatoio apposito diverso dai normali bagni che corrisponda all'esigenza del lavaggio pre-preghiera prescritto dal Corano. (La cosa buffa è che per secoli dato che in medio oriente l'acqua era molto scarsa questo lavaggio si è sempre fatto con sabbia o solo virtuale, ma le scuole cattoliche inglesi lo prendono totalmente sul serio spendendoci milioni).
Anche il dizionario per i bambini inglesi in cui sono state CANCELLATE parole legate alla cristianità e alla storia inglese non è male (come aisle", "bishop", "chapel", "empire" "monarch). Cioè non vogliono che si ricordino le parole che spiegano la storia inglese.
Queste sono cose simpatiche. Poi c'è il fatto che se scoprono che sei iscritto o simpatizzante del British National Party che è l'unico anti-immigrazione, tipo la Lega da noi o Le Pen in Francia o ex-Haider in Austria perdi il posto di lavoro, nel settore pubblico ti licenziano, indagano per vedere se sei andato ad un raduno o hai scritto su sito del BNP. Se appartieni ad un gruppo islamista ricevi spessi finanziamenti pubblici, se appartieni ad un partito anti-immigrazione ti licenziano e se lavori in proprio come il proprietario di pub citato ti arrestano se metti ritagli di giornali che riportano di crimini commessi da immigrati.
Anche ieri tra marines inglesi sono stati sbudellati da un ragazzino attentatore suicida in Afganistan, cioè gli inglesi sulle montagne dell'afganistan si fanno ammazzare per combattere gli islamisti e a casa loro li ossequiano e li invitano a venire (ci sono sospetti di terrorismo che non espellono perchè i giudici inglesi sentenziano che poi in Egitto o in Tunisia, dove sono ricercati, verrebbero maltrattati).
L'Inghilterra è il paese più avanti nell'immigrazione dal terzo mondo e nel piegare lo stato e le tradizioni britanniche alle esigenze, anche immaginate, di ogni pakistano, egiziano, keniano, nigeriano o caribico.
I singoli episodi sembrano anche di folklore, ma sono centinaia e creano un clima soffocante e malato. Ci sarebbe un discorso sociale e culturale molto profondo da fare a partire dalla distruzione della famglia inglese e che poi spiega alla fine anche la crescita esponenziale dell'indebitamento degli inglesi (che supera quello di ogni altro paese al mondo) perchè il tessuto sociale e culturale di base si sta sbriciolando.
http://mercatoliberonews.blogspot.co...ogni-anno.html
giovedì 11 dicembre 2008
Populismo
POPULISMO:
Posizione che difende gli interessi del popolo prima di quelli della classe politica e che esalta la democrazia diretta.
A questo termine attualmente peggiorativo deve essere restituita un'accezione positiva. L'avversione per il populismo si traduce nella realtà in una insofferenza dissimulata per la democrazia autentica. L'anti-populismo, così come il suo corollario dell'anti-demagogia, è una astuzia semantica dei politici e degli intellettuali borghesi per intralciare la volontà del popolo - in particolare degli strati sociali modesti, ritenuti pericolosi perché naturalmente nazionalisti.
La borghesia cosmopolita al potere, di sinistra come di destra, combatte il "populismo" perché rifiuta ogni forma di democrazia diretta, e perché nella sua convinzione "il popolo è politicamente scorretto". Sappiamo benissimo che su argomenti come l'immigrazione, la pena di morte, la disciplina scolastica, la politica penale e fiscale e tanti altri, gli auspici profondi della gente (se potessero esprimersi attraverso un referendum) non corrisponderebbero per nulla, malgrado il flusso incessante della propaganda mediatica, alle scelte dei governanti. E' quindi logico che coloro che hanno sequestrato a loro vantaggio la nozione di "volontà popolare" tentino di assimilare il populismo al dispotismo.
Di qui il sospetto verso la democrazia cantonale svizzera, o le sanzioni illegali contro l'Austria da parte dell'UE quando un partito ritenuto "populista", il FPÖ, si trovò a partecipare democraticamente al potere dopo un'elezione regolare. In realtà il populismo è il volto autentico della democrazia - nel senso greco della parola - e l'antipopulismo è l’ammissione che le élite attuali sono fondamentalmente antidemocratiche.
L'antipopulismo segna il trionfo finale della classe politico-mediatica, pseudo-umanista, protetta, privilegiata, tutelata, che ha sequestrato a suo vantaggio le tradizioni democratiche.
Da qualche tempo, il vocabolo "popolo" conosce d'altronde una cattiva fama. Gli si preferisce quello, abbastanza vago e stravolto rispetto al suo senso originario, di "repubblica". Per la classe mediatico-intellettuale, il "popolo" sono i "lavoratori bianchi" ossessionati da fantasmi securitari, dunque qualcosa di disprezzabile; una categoria che ha da pagare le tasse, rinunciare ad ogni privilegio e soprattutto tacere. Le naturalizzazioni massicce, il diritto del suolo e il voto agli stranieri servono appunto a "cambiare il popolo".
L'ideologia egemonica porta avanti una triplice campagna in tutta Europa:
1) Rendere "corretto" il popolo di radici europee e, se possibile, restringerlo numericamente.
2) Consegnare le chiavi del vero potere nelle mani della finanza internazionale.
3) Assicurare alle classi politiche delle prebende finanziarie. E' la forma moderna e soft dell'oppressione.
Una situazione del genere è palesemente fragile: i politici antipopulisti e antirazzisti dubitano forse che, una volta oltrepassato un certo margine numerico, i loro protetti musulmani e allogeni naturalizzati - insomma i "nuovi cittadini" - non li faranno passare per la pattumiera della storia?
(Pourquoi nous combattons. Manifeste de la résistance européenne, L’Æncre, 2001)
non c'è bisogno di commentare.. per un punto di vista diverso..
lunedì 10 novembre 2008
muore mamma africa a Napoli..

e bravo San Gennaro... con un santo protettore così non ci sono africani che tengono... ^^'
domenica 2 novembre 2008
sabato 11 ottobre 2008
Rest in peace
E' morto Joerg Haider,leader dell'estrema destra
Il governatore della Carinzia si trovava da solo a bordo della sua vettura, uscita di strada per cause ancora da accertare: la macchina si è capovolta diverse volte e Haider, estratto dalle lamiere con gravi ferite al torace e alla testa, è morto poco dopo
Vienna, 11 ottobre 2008
- Joerg Haider, leader della destra populista austriaca e governatore della Carinzia, è morto in un incidente stradale avvenuto all'alba nei pressi della località di Klagenfurt, nel sud del Paese.
Secondo le prime testimonianze, Haider si trovava da solo a bordo della sua vettura, uscita di strada per cause ancora da accertare: la macchina si è capovolta diverse volte e Haider, estratto dalle lamiere con gravi ferite al torace e alla testa, è morto poco dopo. Il 58enne politico avrebbe dovuto partecipare a una festa familiare in occasione del novantesimo compleanno della madre.
"Per noi è la fine del mondo", ha commentato il vicepresidente dell'Alleanza per il Futuro dell'Austria (Bzo), Stefan Petzner: il partito - di cui Haider aveva ripreso la guida lo scorso agosto
- aveva ottenuto a sorpresa il 10,7% dei voti nelle ultime legislative, diventando la quarta forza dietro l'altra formazione di estrema destra, l'Fpo di Christian Strache; Haider non aveva escluso la possibilità di un ingresso nella coalizione di governo, pur avendo sottolineato di voler conservare la carica di Governatore della Carinzia, che occupava dal 1999.
Haider aveva già partecipato a una coalizione di governo nel 2000, quando l'Fpo (dal quale si era staccato nel 2005 per fondare il Bzo) si era schierato con i conservatori del Cancelliere Wolfgang Schuessel: le affermazioni xenofobe e politicamente scorrette del governatore della Carinzia avevano suscitato un'ondata di polemiche e delle sanzioni diplomatiche all'indirizzo di Vienna.
uno degli ultimi combattenti europei...
giovedì 9 ottobre 2008
UN INDIGENO EUROPEO VALE MENO DI UN'AMEBA
sempre sul tema invasione dell'Europa cmq è l'ultimo che posto sul tema che questo non è il posto adadtto.. e poi col clima negrofilo che si respira c'è solo da farsi venire il sangue cattivo..
Un mio amico americano ha proposto agli europei di creare un movimento dei popoli indigeni d’Europa. Io ho esitato a dargli il mio sostegno, perché mi sembrava una decisione un po’ troppo estrema. Comunque è vero che in molte città europee l’arrivo di bande di immigrati sta espellendo la popolazione originaria dai quartieri in cui vive. Gli europei che subiscono la violenza degli immigrati non ricevono nessuno aiuto dalle autorità, che anzi gli sono spesso apertamente ostili. In un’epoca in cui la popolazione globale aumenta di miliardi di persone in qualche decennio, è del tutto plausibile, anzi probabile, che l’Occidente venga ben presto sopraffatto demograficamente. Questa prospettiva sembra provocare un intenso piacere a molti dei nostri intellettuali.
Bat Ye’or nel suo libro Eurabia ha documentato come l’Unione Europea stia attivamente permettendo ai musulmani di colonizzare i paesi europei. La prossima volta che i leader dell’Unione Europea si lamentano del modo in cui la Cina tratta le proprie minoranze, suggerisco ai cinesi di rispondere in questo modo: “Sì, noi rappresentiamo un’organizzazione antidemocratica impegnata a sottomettere le popolazioni indigene del Tibet, ma voi rappresentate un’organizzazione antidemocratica impegnata a soppiantare le popolazioni indigene di un intero continente”. Non amo assolutamente il Partito Comunista Cinese, un’organizzazione responsabile della morte di decine di milioni dei propri cittadini, ma almeno le autorità cinesi non cercano attivamente di sostituire la propria popolazione con dei musulmani violenti. Le autorità europee invece lo fanno.
Nelle società decadenti del passato le autorità non spalancavano le porte alle nazioni ostili, e non incriminavano come intolleranti o “barbarofobi” coloro che si opponevano all’invasione delle orde straniere. Ciò che sta avvenendo nell’Occidente moderno non è solo decadenza; è uno dei più grandi tradimenti della storia. Le leggi approvate dai nostri cosiddetti leader puniscono per “razzismo e incitazione all’odio” chi si oppone all’espropriazione della propria terra. Stando a quanto dicono i media e i nostri capi politici, è come se noi nativi europei non esistessimo, come se per loro fosse normale mettere gli interessi delle altre nazioni davanti ai nostri. Anche se abbiamo dei governi “democratici”, le autorità politiche di molti paesi occidentali sono più ostili verso il proprio popolo di molti dittatori del terzo mondo. Perché?
Sul Daily Telegraph Simon Heffner avanza l’idea che l’immigrazione di massa incoraggiata particolarmente dai governi laburisti di Blair e Brown in Gran Bretagna non sia avvenuta per incompetenza, ma perché “il governo era ideologicamente determinato a distruggere la nostra identità nazionale e a promuovere il multiculturalismo”. Io concordo con questa analisi, ma questa politica di rimpiazzo della popolazione sponsorizzato dallo Stato non si limita affatto alla Gran Bretagna.
I dati discussi nel 2008 dimostrano chiaramente che l’immigrazione di massa non ha avuto alcun effetto positivo sull’economia britannica, e ho visto calcoli simili in Francia, Danimarca, Norvegia e altri paesi. Al contrario, rappresenta un drenaggio continuo di denaro dalle tasche della popolazione nativa, anche se non mettiamo in conto l’ondata di terrorismo, insicurezza e violenza nelle strade che sta dilagando in tutta l’Europa occidentale, dalla Svezia alla Germania all’Olanda. A tutto questo si devono aggiungere i costi incalcolabili legati alla distruzione della nostra coesione nazionale e all’indebolimento delle nostre eredità culturali. L’immigrazione di massa tuttavia procede come se niente fosse. Secondo un rapporto dell’aprile 2008 la Spagna necessiterebbe di oltre due milioni di lavoratori stranieri fino al 2020, molti dei quali dovrebbero probabilmente arrivare dal Nord Africa musulmano. Gli autori del rapporto esortano il governo spagnolo ad adottare una nuova legge sull’immigrazione “per facilitare l’entrata legale, avvantaggiarsi dei nuovi arrivi e incoraggiare l’integrazione”.
Gli europei: una specie da proteggere?
In precedenza avevo giocherellato con l’idea di attribuire ai nativi norvegesi lo status legale di popolazione indigena della Norvegia (analogamente agli aborigeni australiani, agli indiani d’America o agli indios dell’Amazzonia). Una larga proporzione dei miei antenati ha vissuto qui dalla fine dell’ultima era glaciale, quando il paese divenne abitabile per l’uomo. Ai coloni originari provenienti dall’Europa centrale (attuali Germania e Repubblica Ceca) si sono aggiunti altri europei. Le tracce genetiche delle popolazioni del Vicino Oriente che diffusero l’agricoltura in Europa sono ancora rintracciabili, ma fino ai tempi recenti la grande maggioranza degli europei erano discendenti di uomini e donne che avevano vissuto nella stessa regione per decine di migliaia di anni.
Da un punto di vista genetico i nativi europei hanno vissuto sul proprio continente da più tempo dei nativi americani. Molti abitanti del sudest asiatico sono discendenti di coloni provenienti dalla Cina meridionale che hanno soppiantato o sradicato gli originari abitanti dalla pelle scura, così come molte nazioni dell’Africa sub-sahariana discendono dai Bantù invasori che hanno soppiantato o sradicato le popolazioni indigene Koi-San. I giapponesi moderni vivono in Giappone da meno tempo di quanto gli europei vivano in Europa. Tuttavia un consigliere scozzese, Sandy Aitchinson, è stato punito per aver usato il termine “indigeni” in riferimento ai nativi britannici. Perché è considerato ridicolo o malvagio il fatto che noi europei riaffermiamo i nostri diritti? Perché siamo bianchi? A tutti è permesso difendere la propria cultura, eccetto che alle popolazioni di origine europea? È così? Perché il colonialismo è cattivo, salvo nel caso in cui il mio paese, la Norvegia, che non ha mai avuto una storia coloniale, viene colonizzato dalle popolazioni del terzo mondo?
Negli anni recenti gli europei occidentali hanno accettato più immigrazione in un breve periodo di tempo di quanto ogni altra società abbia mai fatto pacificamente nella storia umana. Se vogliamo darci un taglio, abbiamo tutto il diritto di farlo. Ciò con cui abbiamo a che fare non è “immigrazione” ma colonizzazione, e nel caso dei musulmani siamo in presenza di veri e propri tentativi organizzati a livello internazionale di conquistare i nostri paesi. Se i non europei hanno il diritto di resistere alla colonizzazione, allora ce l’hanno anche gli europei. La Svizzera, la Svezia, la Finlandia e la Norvegia non hanno mai avuto una storia coloniale. I tedeschi hanno avuto solo una colonia in Namibia. Perché dovrebbero accettare milioni di musulmani turchi, che hanno a loro attivo migliaia di anni di brutale storia coloniale? Oggi non ci sono inglesi che vivono in Pakistan, perché allora i britannici dovrebbero permettere a un numero enorme di pachistani di stabilirsi nel Regno Unito? E se l’Algeria aveva il diritto di chiedere l’indipendenza dalla Francia, perché i francesi non hanno il diritto di chiedere l’indipendenza dagli algerini?
A me piace la diversità culturale, e per questo non voglio che scompaia la mia cultura e quella delle altre nazioni d’Europa. Ho l’impressione però che il multiculturalismo non sia altro che un’ideologia dell’odio, che ha l’obiettivo di smantellare unilateralmente la cultura europea e i popoli che l’hanno creata. Se i popoli del Camerun e della Cambogia hanno il sacrosanto diritto di conservare la loro cultura, perché non possono farlo i popoli che hanno prodotto Beethoven, Newton, Copernico, Michelangelo e Pasteur? Come sottolinea il rabbino Aryeh Spero, le elite europee “affermano la superiorità delle culture e delle religioni indigene quando parlano di regioni lontane, ma ritengono sia un atto d’arroganza dire la stessa cosa a proposito della cultura indigena della propria terra”.
È vero che un’immigrazione limitata proveniente da culture compatibili con la nostra può essere assorbita, e può essere in certa misura benefica. Noi però non stiamo parlando di culture compatibili, né di immigrazione limitata. La mia nazione corre il serio rischio di essere spazzata via demograficamente entro la fine del secolo, così come tutti i paesi nordici. Facciamo parte delle società di maggior successo della storia umana, ma saremo sradicati nello spazio di poche generazioni se continuano gli attuali livelli di immigrazione di massa. Ho il diritto di preoccuparmi di questo, o sono “razzista”?
Lo scrittore Gore Vidal scrisse una volta: “La Norvegia è abbastanza grande e vuota da ospitare 40 o 50 milioni di bengalesi. Se i norvegesi dicono che, tutto considerato, preferirebbero non prenderseli in casa, questo va considerato razzismo? Penso di no. È semplice auto-preservazione, la prima legge delle specie”. Thomas Jefferson disse che “la legge di auto-conservazione è la più alta legge non scritta”, e aveva ragione.
Secondo ogni possibile standard noi occidentali apparteniamo a una delle culture di maggior successo del mondo, ma il nostro difetto maggiore, che potrebbe alla fine seppellirci, è probabilmente la nostra ingenuità. Perché mai dovremmo assistere senza battere ciglio alla sottomissione del nostro paese da parte delle culture di minor successo del mondo? L’istinto più radicato di ogni essere vivente, perfino a livello batterico, è l’auto-conservazione. Nel 2008 ti viene riconosciuto il diritto all’auto-conservazione se sei un ameba, ma non se sei uno scandinavo. Forse potremmo salvarci sostenendo che gli scandinavi sono una specie di ameba, e che abbiamo bisogno di una protezione speciale da parte del WWF. Per dimostrare questa tesi potremmo mostrare alcuni dei nostri migliori esemplari di intellettuali e giornalisti di sinistra. Non dovrebbe essere un’impresa troppo difficile.
Solo perché ho detto di non essere contento di diventare una minoranza perseguitata nel mio paese, sono stato accusato di essere un “nazionalista bianco”: un’accusa che rivela fino a che punto è arrivata la demonizzazione delle persone con antenati europei. Che dire dei coreani e dei giapponesi? Se avessero qualcosa da obiettare al fatto di venire gradualmente soppiantati dai nigeriani o dai pachistani, e fossero molestati nelle loro città da persone che si sono stabilite lì contro la loro volontà, sarebbero denunciati come “nazionalisti gialli”? Perché non esistono i termini “nazionalista giallo”, “nazionalista marrone” o “nazionalista nero”, mentre esiste il termine “nazionalista bianco”?
Quando ho cominciato a scrivere dei saggi parlavo quasi esclusivamente dell’islam, e continuo in linea di massima a farlo. Mi sono tuttavia accorto gradualmente che prima di poter affrontare l’islam dobbiamo rimuovere un intero regime di censure. Continuerò a sostenere la lotta dei buddisti, degli indù, dei sikh dai baha’i, degli ebrei, dei cristiani africani e dei taoisti cinesi contro la jihad islamica, che è uno scontro globale. L’ho sempre fatto e sempre lo farò. L’unica cosa che non farò è quella di cedere arrendevolmente la mia terra. Non vedo nessun altro popolo che accetti tranquillamente di essere trasformato in minoranza nel paese in cui i propri antenati hanno vissuto dalla fine dell’era glaciale, e non vedo perché dovrei farlo io. Non mi interessa se gli occidentali bianchi hanno “paura di essere chiamati razzisti”. Non lascerò ai miei discendenti un paese in rovina solo per paura di essere chiamato con qualche brutto nome. Se tu pensi che gli europei che vogliono preservare la propria eredità e proteggere i propri figli dalle aggressioni siano “razzisti”, allora non sono io il fanatico. Sei tu.
Difendere la nostra cultura
Propongo quindi che gli europei nativi creino un movimento di popoli indigeni europei, a vantaggio delle tradizionali popolazioni maggioritarie della Gran Bretagna, della Germania, della Francia, dell’Italia, della Spagna, della Svezia, dell’Austria, del Belgio, dell’Olanda, della Danimarca e così via, ispirata alla Dichiarazione dei Diritti delle Popolazioni Indigene. Il Movimento dei Popoli Indigeni Europei dovrebbe sostenere il diritto dei popoli indigeni europei a conservare la propria auto-determinazione, le proprie tradizioni, la propria sovranità e la propria cultura in quanto popoli maggioritari sulle proprie terre.
La lista degli obiettivi dovrebbe comprendere:
1) Il diritto a rimanere maggioritari nelle nostre terre, e a mantenere il controllo della nostra sovranità e della nostra auto-conservazione. Non vogliamo danneggiare o maltrattare nessun altro popolo della terra, ma affermiamo il diritto a rimanere maggioranza nelle nostre terre senza essere accusati di “razzismo”. Respingiamo le tendenze attuali secondo cui non avremmo nessun diritto di opporci, controllare o ridurre l’immigrazione illimitata proveniente da culture non indigene.
2) Il diritto di insegnare ai nostri figli le nostre culture, lingue, interpretazioni storiche, celebrazioni e tradizioni, senza impedimenti. Rifiutiamo le tendenze educative che incoraggiano i nostri figli a dimenticare o a disprezzare le loro culture, tradizioni, pratiche religiose e la loro storia, per non offendere i cittadini o i residenti di origine non europea.
3) Il diritto a mantenere, amare e praticare le nostre festività e celebrazioni religiose. Rifiutiamo le attuali tendenze ideologiche, secondo cui le tradizionali celebrazioni religiose o culturali indigene europee come il Natale sarebbero in qualche modo “razziste” o “non inclusive”, e dovrebbero perciò essere “abbassate di grado”, “rinominate” o altrimenti retrocesse o eliminate per non offendere i cittadini o i residenti di origine non europea. Respingiamo le politiche correnti basate sull’idea che le nostre culture indigene siano manchevoli e incomplete se non “arricchite” da altre culture non indigene.
4) Il diritto a mantenere, amare ed esporre i nostri simboli religiosi, nazionali, etnici e culturali. Respingiamo le politiche correnti basate sull’idea che le nostre bandiere nazionali o i nostri simboli etnici siano “razzisti” o “non inclusivi”, perché offendono i cittadini o i residenti di origine non europea.
5) Il diritto a mantenere, amare, proteggere ed esporre le nostre espressioni culturali indigene come la musica, le opere d’arte e i monumenti. Respingiamo le tendenze e le politiche correnti, quando affermano che le espressioni culturali indigene come le statue di cinghiali, i racconti folcloristici con maiali o cani, i dipinti con temi cristiani o della classicità pagana, i memoriali di guerra con un tema cristiano, ecc. dovrebbero essere rimosse dalla vista pubblica, bandite, distrutte, modificate o minacciate, per evitare di offendere i cittadini o i residenti di origine non europea.
6) Il diritto a mantenere, amare, proteggere i nostri cimiteri, edifici, chiese, musei e altre opere pubbliche dalla distruzione, modificazione o altri cambiamenti. Respingiamo le tendenze e le politiche correnti, quando stabiliscono che le opere pubbliche e le strutture indigene devono essere cambiate o modificate per evitare di offendere i cittadini o i residenti di origine non europea, o che devono “fare posto” a opere che beneficiano i cittadini o i residenti di origine non europea (ad esempio quando si dissotterrano delle tombe vecchie di secoli per “fare spazio” ai cimiteri non indigeni, o quando si rimuovono i simboli cristiani o le statue dalle chiese, e così via).
Il tradimento dell’Unione Europea
Franco Frattini della Commissione Europea, il governo non eletto e irresponsabile di quasi mezzo miliardo di persone, ha dichiarato che gli europei dovrebbero accettare altre decine di milioni di immigrati entro una generazione. Il ministro degli esteri britannico Milliband ha dichiarato alla fine del 2007 che l’Unione Europea dovrebbe espandersi per includere le nazioni musulmane del Nord Africa e del Medio Oriente. Il presidente francese Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno confermato questo progetto all’inizio del 2008. Tutto questo fa parte di un tentativo organizzato di far capitolare l’Europa all’islamizzazione in corso da decenni. Poiché l’Unione Europea prevede la libertà di movimento tra i confini, i leader europei stanno aprendo le porte all’alluvione di decine di milioni di musulmani e di altre popolazioni non indigene, in un’epoca in cui i nativi europei temono per la sopravvivenza della propria civiltà e si sentono stranieri nelle proprie città. Nel frattempo Ernst Uhrlau, capo dei servizi segreti tedeschi, avverte che nel Nord Africa le organizzazioni dedite al jihad violento si fanno sempre più minacciose.
Tutto questo prova che l’Unione Europea è sostanzialmente un’organizzazione criminale dedita all’espropriazione demografica e alla marginalizzazione culturale delle popolazioni indigene del vecchio continente. Di conseguenza, andrebbe immediatamente e totalmente sciolta. I nativi europei dovrebbero chiedere un periodo provvisorio di de-eurabificazione, per rimuovere dai libri di storia le menzogne propagandate dai multiculturalisti filo-islamici, e per restaurare il giusto rispetto vero le tradizioni culturali europee. I funzionari e i dirigenti che hanno partecipato alla creazione dell’Eurabia dovrebbero essere processati per crimini contro la civiltà.
http://web2.venet.net/libridelponte/det-articolo.asp?ID=155
l'articolo è molto bello e bisognerebbe farlo leggere anche ai deputati identitari eletti nell'aprile scorso... insomma, la stampa radicula ha fatto casino per mesi e loro se ne sono giustamente sbattuti il cazzo (come tutti noi)
adesso che alcuni invasori hanno preso alcune sberle in contemporanea, tutti corrono a dichiararsi amici degli invasori... ma vaffanculo!!!
mercoledì 1 ottobre 2008
alla frutta..
http://www.unita.it/pdf/20081001.pdf
è ora di fare qlc ragionamento a mente lucida..
sono ormai alcuni mesi, grossomodo da quando la sinistra ha perso le elezioni, che va avanti questa campagna di denuncia di presunte aggressioni razziste ai danni di criminali stranieri..
dei crimini di questi ultimi non se ne parla più, ma non è questo il punto..
il fatto è che quel gruppo di potere che va sotto il nome di "sinistra", che va dai partiti ai sindacati, dalla caritas alle burocrazie pubbliche e para pubbliche, all'immenso mondo dell'associazionismo rosso, ha capito che per loro è suonata la campana a morto..
non che spariscano, è che le loro ragioni sociali sono quasi definitivamente morte.. gli rimane un nugolo di pensionati morenti..
lo stesso PD ha abbandonato de facto questo mondo..
insomma in questo momento post-elettorale, in cui l'opposizione inizia appena a riprendersi dalla sberla ricevuta ed il consenso del Berlusca rimane alto, questa accozzaglia di reduci culturali sta provando a lanciare l'ultimo assalto..
lo schema d'attacco è sempre il solito: urlare al pericolo n@zzy-fassista, attaccare sui problemi sociali, proporre qlc programma di intervento governativo (costosissimo e inutile) e poi riscuotere il dividendo elettorale..
il fatto è che il giochino non funzione più.. anni fa bastava attaccare con la solfa del fascismo che interi governi cadevano ( non sempre ma qlc scompenso lo causavano..), ora fanno solo ridere i polli..
fine della fola...
mi dispiace per il negretto di Parma, ma se restava a casa sua a spacciare evitava di prendere delle gazze, sempre ammesso che ci sia stato qualcheduno con le palle che gliele abbia date..
cazzo sono stato logorroico..
domenica 21 settembre 2008
italiani bastardi??????

forse dovremmo essere felici di non essere ancora la punto della Francia dove girano magliette di questo tipo...

giovedì 18 settembre 2008
Colonia, la guerra alla moschea. raduno da tuatta Europa
Attesi leader nazionalisti e neonazzzisti, ma i partiti tradizionali e i sindacati si organizzano
Appello del sindaco a cittadini e commercianti: "Chiudete i negozi"
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
BERLINO - Due Europe e due idee dell'Europa si fronteggeranno in piazza da domani a Colonia, e si temono disordini e violenze. Domani e sabato si tiene nella metropoli renana il "Congresso europeo contro l'islamizzazione". Convocato dal movimento populista di destra Pro Koeln (Per Colonia), e con la partecipazione di movimenti nazionalpopulisti e di alcuni dei loro leader come il capo del Vlaams Belang belga (non ci sarà invece il francese Le Pen, il cui nome figurava nell'elenco degli oratori). L'obiettivo è dire no alla grande moschea che sarà costruita nella città di Adenauer, e no al crescente peso dell'immigrazione islamica. Ma i partiti tradizionali e i sindacati si mobilitano per grandi controdimostrazioni. Con in testa il sindaco Fritz Schramma, democristiano come la cancelliera Angela Merkel: il sì del borgomastro alla moschea è stato determinante. "È vergognoso che le leggi concedano le nostre piazze ai nemici della democrazia, una città tollerante come Colonia dovrebbe mostrarsi non violenta ma del tutto intollerante verso quella gente", ha detto Schramma. E in un'intervista al giornale conservatore Die Welt ha esortato i cittadini "a una rivolta degli uomini degni: chiudete i negozi, tirate giù le serrande d'ogni bottega e ogni finestra, mostrate un centro storico deserto per protesta agli agitatori dell'ultradestra populista".
La polizia si prepara al peggio: migliaia di agenti sono mobilitati. "Sarà per noi la prova più difficile degli ultimi anni", afferma Michael Temme, capo dello stato maggiore d'emergenza per l'ordine pubblico. Sono attesi un migliaio di partecipanti al congresso e al comizio della destra populista, sull'antica piazza Heumarkt nel cuore del centro storico. E a pochi passi, sulla piazza del Duomo, simbolo della città, i sindacati (Dgb), le Chiese e altri gruppi democratici terranno la contromanifestazione. A cui il borgomastro sarà il primo oratore.
Gruppi di autonomi e di no global si preparano a entrare in azione. Il Congresso sarà una grande occasione di mobilitazione a livello europeo per le forze populiste. Particolarmente atteso è il discorso di Le Pen. E le autorità tedesche guardano con preoccupazione a Pro Koeln. L'organizzazione è sorvegliata dall'Ufficio per la difesa della Costituzione (i servizi segreti interni) per i suoi sospetti contatti con la Npd da cui alcuni suoi dirigenti proverrebbero, e con altri gruppi neonazisti. E Pro Koeln è un progetto politico: creare iniziative civiche nelle grandi città (ne esistono già a Berlino, Amburgo e Monaco) per mobilitare contro l'idea multiculturale, l'islam e l'islamismo. La futura moschea di Colonia divide la Germania da anni. Sarà la più grande del paese e sorgerà nel quartiere popolare di Ehrenfeld, abitato da molti musulmani. E anche attraverso Ehrenfeld, i partecipanti al congresso della destra vogliono passare con i loro pullman. "E'uno scandalo", protestano i leader della comunità turca, che conta ottantamila persone su un milione di abitanti di Colonia. "Chiediamo alla città di dare un segnale di tolleranza multiculturale e di rifiuto della xenofobia e del razzismo".
ahahahahah
chi difende la propria città e non vuole che gli invasori costruiscano minareti più alti delle guglie gotiche della cattedrale è uno sporco razzista, xenofobo e soprattutto n@zzzysta... ahahah
da domani col cuore a Colonia.. con la miglior gioventù d'Europa.
sabato 13 settembre 2008
bassa autogenocida..
http://www.ugualidiversi.com/
leggendo i giornali e guardando i tg locali vengono sbandierati dati su presunte integrazioni e ricchezze apportate al territorio... a parte ste cagate, cercate sui siti dei due comuni incriminati e vedrete che gli extra sono oltre il 15% della popolazione e oltre il 20% nelle scuole... tutto ciò in nemmeno dieci anni...
alla faccia dell'integrazione... a casa mia questa si chiama invasione...
l'intellighenzia di sinistra ovviamente considera tutto ciò un progresso nell'inevitabile mondo globalizzato e meticcio... più o meno così... http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/09/12/idee-pensatori-intrecci-di-mondi-uguali-diversi.html
io non dico niente.... ma grazie a DIO piove....
venerdì 12 settembre 2008
venerdì 5 settembre 2008
la guerra agli svedesi
La Guerra contro gli Svedesi
di Fjordman------------------------------------------------
Il noto blogger Fjordman ci invia questo rapporto da Vienna
L’anno scorso ho scritto un’articolo riguardo a come la società Svedese si stia disintegrando e corresse il rischio di collassare, almeno in alcune regioni. Il paese che ci ha dato Bergman, ABBA e la Volvo potrebbe presto diventare la Bosnia d’Europa. Il “modello Svedese” non sarebbe più celebre come stato stabile, pacifico e con un’economia avanzata, ma come una storia dell’orrore d’Eurabia piena di utopistico Multiculturalismo, cattiva gestione Socialista e immigrazione senza confini. C’è chi mi ha detto che stavo esagerando, e che il parlare di una futura possibilità di guerra civile in Svezia fosse pura paranoia. Lo era?In un recente sondaggio sociologico (pdf in Svedese, con una breve introduzione in Inglese) intitolato “Vi krigar mot svenskana” (“Stiamo conducendo una guerra contro gli Svedesi”), giovani immigrati nella agitata città di Malmö sono stati intervistati riguardo al perché si dedicano al crimine. Anche se lo studio non lo rivela, la maggior parte degli immigrati in esame sono Musulmani. In uno dei rari casi in cui i media Svedesi hanno detto la verità, il giornale Aftonbladet ha riportato alcuni anni fa che 9 su 10 dei più criminali gruppi etnici in Svezia vengono da paesi Musulmani. Tenetelo a mente durante la lettura di questo articolo:
Gli immigrati stanno “muovendo guerra” contro gli Svedesi attraverso il furtoL’ondata di furti che la citt� di Malmö ha visto nell’ultimo anno fa parte di una “guerra contro gli Svedesi.” Questa è la spiegazione data da giovani borseggiatori con background di immigrazione sul perché tendano a derubare nativi Svedesi, in un intervista con Petra Åkesson per la sua tesi in Sociologia. “Ho letto un rapporto su giovani ladri in Stoccolma e Malmö e volevo capire perché derubavano gli altri giovani. Normalmente questa attivit� non frutta molto denaro,” ha detto. Ha intervistato ragazzi dai 15 ai 17 anni, sia singolarmente che in gruppo.Quasi il 90% di tutti i furti che sono stati riportati alla polizia sono stati commessi da bande, non da individui. “Quando siamo in citt� e rubiamo, facciamo una guerra, una guerra contro gli Svedesi.” Questo movente è stato ripetuto diverse volte. “Il potere per me significa che uno Svedese mi deve guardare in faccia, gettarsi a terra e baciarmi i piedi.” I ragazzi spiegano, ridendo, che “Provi un senso di eccitazione quando stai rubando, ti senti soddisfatto e felice, senti che stai avendo successo; ti senti semplicemente bene.” “E’ cosi facile derubare gli Svedesi, così facile.” “Rubiamo ogni singolo giorno, quanto ci pare, quando ci pare.” Notate quanto i giovani immigrati vedano gli Svedesi come stupidi e codardi: “Gli Svedesi non fanno niente, semplicemente ci danno le loro cose. Sono così impauriti.” I giovani ladri non pianificano i loro crimini: “No, semplicemente vediamo qualche Svedese che sembra ricco o che ha un bel cellulare e lo derubiamo.”Perché odiano così tanto gli Svedesi? “Beh, sono loro che ci odiano” è la loro risposta, secondno Petra Åkesson. “Quando uno Svedese va a fare shopping, la cassiera gli da il resto in mano, lo guarda negli occhi e sorride. Quando noi andiamo a comprare, la stessa cassiera mette i soldi sul bancone e guarda da un’altra parte.” Åkesson, che è una ragazza adottata dello Sri Lanka e quindi non ha l’aspetto di una nativa Svedese, ha detto che non è stato difficile convincere i ragazzi a parlare dei loro crimini. Piuttosto avevano piacere a vantarsi su chi avesse commesso più furti. Malin Åkerström, docente di Sociologia, riesce a vedere una sola soluzione al problema: “Lavoro per tutti. Se questo causa una deregolazione del mercato del lavoro nel creare più lavori, dovremmo comunque farlo.”
E’ interessante notare come questi immigrati Musulmani affermano piuttosto naturalmente di essere coinvolti in una “guerra”, e vedono la partecipazione al crimine e nel colpire la popolazione locale in quest’ottica. Questo è perfettamente in linea con le affermazioni che ho fatto in passato. Il numero di casi di stupro in Svezia è quadruplicato in appena venti anni. Gli stupri che coinvolgono bambini sotto i 15 anni sono sei volte più comuni oggi rispetto a com’erano soltanto una generazione fa. Anche la maggior parte degli altri crimini violenti è aumentata rapidamente. L’instabilit� di sta espandendo alle aree urbane e suburbane. I residenti stranieri dall’Algeria, dalla Libia, dal Marocco e dalla Tunisia dominano i gruppi dei sospetti di stupro. L’avvocato Ann Christine Hjelm ha scoperto che l’85 percento dei criminali imprigionati per stupro sono nati su suolo straniero o da genitori stranieri. E non stiamo parlando solo della Svezia. Il numero di stupri commessi da Musulmani immigrati nelle nazioni Occidentali è così alto che è difficile vedere questi stupri solo come atti sporadici di individui. Assomigliano ad atti di guerra. Questo succede oggi nella maggior parte dei paesi Europei Occidentali, così come in altri paesi infedeli come l’India. Le prigioni Europee si stanno riempiendo di Musulmani imprigionati per furti ed altri crimini violenti, e altrove altri Musulmani si fanno esplodere assieme a civili Europei. Si nota come i principali media cerchino senza successo di capire il motivo per cui stia accadendo tutto questo. Questo perché non riescono a vedere, o non vogliono vedere, l’ovviet� : questo è esattamente quello che un’armata di invasori farebbe. Stuprare, saccheggiare e bombardare. Se molti degli immigrati Musulmani vedono se stessi come conquistatori coinvolti in una guerra, tutto quello che sta succedendo ha perfettamente senso.Malmö, in Svezia, la prima citt� Scandinava che entro uno o due decenni sarà a maggioranza Musulmana, ha un numero di furti pro-capite 9 volte superiori a Copenaghen, in Danimarca. Ciononostante la priorit� numero uno della classe politica in Svezia durante la campagna elettorale di quest’anno sembra essere quella di demonizzare la vicina Danimarca per “xenofobia” e un “brutale” dibattito sull’immigrazione Islamica. Durante le recenti rivolte jihadiste in Francia, il Primo Ministro Göran Persson del Partito SocialDemocratico ha criticato il modo in cui il Governo Francese ha gestito la situazione di animosit� nel paese. “Sembra un approccio molto duro e volto allo scontro”. Persson ha anche rifiutato l’idea di una quantit� maggiore di polizia locale come un “primo passo” da compiere in Svezia. “Non credo che questa sia la strada che sceglieremmo in Svezia. Cominciare a mandare segnali sul rafforzamento della polizia significherebbe rompere con la linea politica che abbiamo deciso di seguire,” ha detto. Nel frattempo, dopo che le autorit� hanno ampiamente abbandonato la terza città più grande del paese all’anarchia strisciante, vi è un aperto discutere tra i nativi Svedesi rimasti a Malmö sul formare gruppi di vigilantes, armati di mazze da baseball e di preoccupazione per la sicurezza dei loro bambini. Come ho proposto in un altro testo: se Arnold Schwarzenegger non riuscir� a farsi rieleggere come Governatore della California potrebbe considerare di girare un sequel a “Conan il Barbaro.” Potrebbe girarlo a Malmö. Avrebbe le comparse gratis.Cosa dite? Vi chiedete cosa sia successo al famoso stato-balia Svedese? Non è forse vero che gli Svedesi pagano le tasse più alte del mondo? Si, lo fanno. Ma decine di miliardi di kroner, alcuni dicono diverse centinaia, stanno venendo spesi ogni anno per aiutare comunit� di immigrati Musulmani in rapida crescita. La Svezia è diventata l’ufficio di welfare del mondo intero, perché le elite politiche hanno deciso che una massiccia immigrazione Musulmana è “buona per l’economia.” Molto presto, la Svezia potrebbe vedere il proprio esercito ridotto ad appena 5000 uomini. Sono cinque migliaia di truppe per difendere una nazione che geograficamente occupa più di tre volte le dimensioni dell’Inghilterra. E potrebbe volerci fino a un anno per metterli tutti insieme, ammesso che non siano in giro per il mondo in missioni di pace. Il fatto che la Svezia possa aver bisogno a breve termine di qualche piccola spedizione di pace in casa propria sembra sfuggire a questa gente. Nel 2006, l’osannato stato di welfare Svedese è diventato il più grande schema piramidale del mondo, una Enron di dimensioni nazionali.Nonostante la Svezia sia un caso estremo, storie simili si potrebbero raccontare in buona parte dell’Europa Occidentale. Come afferma Mark Steyn, le varie Jihad per le strade di Parigi assomigliano alle prime schermaglie di una incombente guerra civile Eurabica, causata da una massiccia immigrazione Musulmana e stupidit� Multiculturale. La legge e l’ordine stanno disgregandosi lentamente nelle città maggiori e minori del continente Europeo, e le strade sono governate da aggressive bande di giovinastri Musulmani. Contemporaneamente, gli Europei pagano tasse tra i livelli più alti del mondo. Dovremmo ricordare alle nostre autorit� che il compito più importante dello Stato – qualcuno addirittura afferma che dovrebbe essere l’unico compito dlelo Stato – è quello di far rispettare la legge in cambio delle tasse. Dal momento che sta diventando piuttosto ovvio che questo non è più il caso dell’Eurabia, dobbiamo chiedersci se queste tasse siano ancora legittime, o se sono semplicemente una sorta di Jizya cammuffata in forma di welfare pagata ai Musulmani e alla nostra nuova aristocrazia Eurocratica. Anche se non siamo esattamente il Party del Tè di Boston, è forse arrivato il momento per una rivolta delle tasse pan-Europea: non pagheremo le tasse fino a quando le nostre autorit� non faranno rispettare la legge e l’ordine e chiuderanno le frontiere all’immigrazione Musulmana.Sta diventando una questione urgente. Quando un numero sufficiente di persone sentono che il sistema non funziona più, l’intero tessuto della società democratica può sfilacciarsi. Cosa succede quando il sistema di welfare statale collassa, e non ci sono più soldi per “oliare” la tensione montante tra gli immigrati e i nativi Europei? E cosa succede quando le persone scoprono che i loro stessi leader, attraverso la rete dell’Unione Europea e il Dialogo Euro-Arabo descritto da Bat Ye’or nel suo libro “Eurabia”, hanno per primi incoraggiato i Musulmani a stabilirsi da noi? Oltre a questo ci sarà una massiccia disoccupazione, e decine di migliaia di persone saranno adirate, arrabbiate ed umiliate, tradite dal sistema, dalla società e dai loro stessi leader democratici. Questa è una situazione simile a quella della Grande Depressione che ha portato all’ascesa dei Nazisti nel 1930. Ci stiamo forse dirigendo ancora una volta in questa direzione, con la paura, la crescita del fascismo e dell’omicidio politico? La differenza è che la “minaccia Ebrea” nel 1930 era interamente fittizia, mentre la “minaccia Islamica” oggi è terribilmente reale. Ciononostante, il trauma causato dagli eventi di 70 anni fa sta annebbiando il nostro giudizio di oggi, dal momento che qualsiasi discorso riguardo alla minaccia causata dall’immigrazione Musulmana o riguardo al preservare la nostra cultura è congedata come “la retorica usata contro gli Ebrei dai Nazisti.” Agli Europei è stato insegnato a spaventarsi così tanto della propria ombra al punto di non essere in grado di vedere che le tenebre possono anche venire dall’esterno. Forse l’Europa brucierà ancora, in parte come eccesso di reazione agli orrori di Auschwitz.



